Andrea Giuseppini

Ognuno incatenato alla sua ora

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Incontro con Mariella Mehr

Titolo:

Ognuno incatenato alla sua ora

Sottotitolo:

Incontro con Mariella Mehr

Autore:

Andrea Giuseppini

Durata:

30 minuti

Anno di produzione:

2005

Categoria

Archivio gratuito, Podcast

La scrittrice e poetessa Mariella Mehr è nata a Zurigo nel 1947. Mehr è stata una delle vittime del programma di discriminazione e persecuzione dell’etnia jenisch messo in atto dai governi svizzeri tra il 1926 e il 1974. Attraverso l’associazione “Pro Juventute” furono allontanate dalle proprie famiglie centinaia di bambine e bambini, spesso rinchiuse in orfanotrofi, istituti psichiatrici e carceri. Solo in anni recenti, e grazie anche alle battaglie condotte da Mariella Mehr, il governo svizzero ha ammesso le proprie responsabilità e la disumanità di quel programma.

Dice Anna Ruchat della scrittura di Mariella Mehr: “Decenni di soprusi subiti e combattuti in ostinato silenzio, danno alla giovane Mariella Mehr la forza di scrivere, fanno letteralmente esplodere in lei la parola che si riversa sulla carta con l’intensità di un grido. Solo via via, grazie anche all’incontro con la poesia di Paul Celan e di Nelly Sachs, di Antonin Artaud, come lei poeti dell’esilio tra terra perduta e follia, la scrittura diventa sempre più un luogo protetto; alla poesia dà voce a un soggetto certo ferito, a volte straziato, ma indiviso che cerca e trova nella parola la propria integrità”.

«appoggiata alla schiena della notte
| stanca | con la rabbia in pugno»

L’incontro con Mariella Mehr è stato registrato alla fine del 2005 a Lucignano (Arezzo) nella casa di Mariella Mehr e di suo marito Uli Ellenberger.

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La scrittrice e poetessa Mariella Mehr è nata a Zurigo nel 1947. Mehr è stata una delle vittime del programma di discriminazione e persecuzione dell’etnia jenisch messo in atto dai governi svizzeri tra il 1926 e il 1974. Attraverso l’associazione “Pro Juventute” furono allontanate dalle proprie famiglie centinaia di bambine e bambini, spesso rinchiuse in orfanotrofi, istituti psichiatrici e carceri. Solo in anni recenti, e grazie anche alle battaglie condotte da Mariella Mehr, il governo svizzero ha ammesso le proprie responsabilità e la disumanità di quel programma.

Dice Anna Ruchat della scrittura di Mariella Mehr: “Decenni di soprusi subiti e combattuti in ostinato silenzio, danno alla giovane Mariella Mehr la forza di scrivere, fanno letteralmente esplodere in lei la parola che si riversa sulla carta con l’intensità di un grido. Solo via via, grazie anche all’incontro con la poesia di Paul Celan e di Nelly Sachs, di Antonin Artaud, come lei poeti dell’esilio tra terra perduta e follia, la scrittura diventa sempre più un luogo protetto; alla poesia dà voce a un soggetto certo ferito, a volte straziato, ma indiviso che cerca e trova nella parola la propria integrità”.

«appoggiata alla schiena della notte
| stanca | con la rabbia in pugno»

L’incontro con Mariella Mehr è stato registrato alla fine del 2005 a Lucignano (Arezzo) nella casa di Mariella Mehr e di suo marito Uli Ellenberger.

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